22. September 2016

ADESSO: Venezia - Il fascino segreto del Ghetto

Das vor 500 Jahren den venezianischen Juden zugewiesene Viertel wurde zum Namensgeber aller Ghettos. Es überrascht mit seinem verborgenen Charme, den prächtigen Synagogen und Museen... und verhilft Venedig vielleicht zum Nobelpreis.

Testo: Valentina Pinton

RAGGIUNGERE IL GHETTO, INSEGUITI DAL CLA- MORE DI STRADA NUOVA, È COME TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. Dopo avere percorso veloci la Fondamenta di Cannaregio e svoltato nella Calle del Ghetto Vecchio, in pochi passi eccoci arrivati nel Campo di Ghetto Nuovo, la più grande “piazza” di Venezia dopo San Marco. Difficile non pensare, in questo luogo carico di suggestioni, al diverso stato d’animo degli ebrei resi- denti in città dopo il 1516 nel percorrere queste stesse calli e raggiungere lo spazio del loro confinamento. Il 29 marzo 1516, infatti, il senato della Serenissima aveva emesso l’ordinanza con cui apriva a tutti gli ebrei residenti le por- te di questo spazio di reclusione dentro la città: per legge, da quel momento in poi, le due porte che delimitavano il Ghetto sarebbero state aperte la mattina e richiuse a mezzanotte, costantemente sorvegliate da quattro custodi cristiani. Sono trascorsi 500 anni da quel giorno e l’anniversario viene celebrato con numerosi eventi in tutta la città.

LA NASCITA DEL GHETTO

Ci interessa sapere, prima di tutto, perché gli ebrei furono confinati qui. “Gli ebrei erano già stati cacciati per motivi religiosi dai territori...

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LO SAPEVATE CHE...

Bancarotta è un’espressione della lingua italiana nata dagli antichi banchi di pegno del Ghetto di Venezia. Se il banco di pegno falliva, le guardie lo spezzavano in due, da cui “bancarotta”. Anche le espressioni andare in rosso, essere al verde derivano dagli antichi banchi dei pegni veneziani, il Banco verde e il Banco rosso. La prima espressione significa “andare a debito sul conto”,
la seconda “non avere soldi”.